



Un uomo apparve all' angolo della strada che il gatto aveva tenuto d' occhio; ma apparve così d' improvviso e silenziosamente che si sarebbe detto fosse spuntato da sotto terra. La coda del gatto ebbe un guizzo e gli occhi divennero due fessure.
In Privet Drive non s' era mai visto niente di simile. Era alto, magro e molto vecchio, a giudicare dall' argento dei capelli e della barba, talmente lunghi che li teneva infilati nella cintura. Indossava abiti lunghi, un mantello color porpora che strusciava per terra e stivali dai tacchi alti con le fibbie. Dietro gli occhiali a mezzaluna aveva due occhi di un azzurro chiaro, luminosi e scintillanti, e il naso era molto lungo e ricurvo, come se fosse stato rotto almeno due volte. L' uomo si chiamava Albus Silente.
In quel momento Harry comprese fino in fondo per la prima volta perché si dicesse che Silente fosse l' unico mago di cui Voldemort avesse mai avuto paura. L' espressione di Silente mentre scrutava il corpo privo di sensi di Malocchio Moody era più terribile di quanto Harry avesse mai potuto immaginare. Non c'era alcun sorriso benevolo sul suo volto, alcun brillio ironico negli occhi dietro le lenti. Una fredda furia era incisa in ogni tratto del suo viso antico; un senso di potere emanava da lui, come se sprigionasse vapore bollente.
Uno zampillo di luce verde schizzò dalla punta della bacchetta di Piton e colpì Silente in pieno petto. L' urlo di orrore non uscì mai dalla bocca di Harry; silenzioso e immobile, fu costretto a guardare Silente scagliato in aria: per un istante parve restare sospeso sotto il teschio lucente, poi cadde lentamente all' indietro, oltre le merlature, come un' enorme bambola di pezza, e scomparve.
In fin dei conti, per una mente bene organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura.
La verità...-sospirò Silente.- E' una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela.
Esistono molti tipi di coraggio -disse Silente sorridendo.- Affrontare i nemici richiede notevole ardimento. Ma altrettanto ne occorre per affrontare gli amici.
In ogni caso -proseguì Silente parlando con grande lentezza e scandendo le parole, in modo che nessuno potesse perderne neanche una,- lei si accorgerà che io avrò veramente lasciato la scuola soltanto quando non ci sarà più nessuno che mi sia fedele. E si accorgerà anche che a Hogwarts chi chiede aiuto lo trova sempre.
Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.
Quelli che ci amano non ci lasciano mai veramente.
Ricordatevi di Cedric. Quando e se per voi dovesse venire il momento di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile, ricordate cos' è accaduto ad un ragazzo che era buono, e gentile, e coraggioso, per aver attraversato il cammino di lord Voldemort. Ricordatevi di Cedric Diggory.
Spesso l'indifferenza e il disprezzo fanno più male dell'odio
Adesso la vedi, Harry? Vedi la pecca nel mio piano geniale? Ero caduto nella trappola che avevo previsto, che mi ero sforzato di evitare, che dovevo evitare.
Mi ero troppo affezionato a te -spiegò Silente con semplicità.- Tenevo più alla tua felicità che a farti conoscere la verità, più alla tua serenità che al mio piano, più alla tua vita che alle vite che sarebbero state in pericolo se io avessi fallito. In altre parole, ho agito esattamente come Voldemort si aspetta che agiscano gli sciocchi in grado di amare.
Sento di doverti un' altra spiegazione, Harry -disse Silente esitando.- Ti sarai forse chiesto perché non ti ho nominato prefetto... Confesso... di aver pensato... che avevi fin troppe responsabilità sulle spalle.
Quando Harry alzò lo sguardo, vide una lacrima scivolare sul viso di Silente e scomparire dentro la lunga barba d' argento.
E' l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
E ora, Harry, usciamo nella notte e seguiamo la fugace tentatrice, l'avventura.