Solo 4 partecipanti per il primo round del FanFiction Contest, ma questo non toglie nulla ai loro lavori, che sono carinissimi.
Volevo usare il tasto spoiler per rendere il tutto un pò più ordinato, ma faceva un casino con i caratteri, quindi le trovate qui per intero, elencate in ordine di arrivo nella mia casella elettronica.
Votazioni tramite sondaggio, da confermare con un post in questo topic. 2 settimane a partire da oggi.
In bocca al lupo a tutte ^__________^
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CLASSIFICA FINALE1) Mary Sue 20 [68.97%]
2) lex_ti amo 4 [13.79%]
3) synoa xx90 3 [10.34%]
4) Lisa_Black 2 [6.90%]
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1. lex_ti amo - QUALCUNO MIGLIORE DI TE?Bacio. Bacio sempre uguale, bacio che non cambia mai.
Bacio che ogni volta ti da emozioni diverse, ma ugualmente intense. Non riesci a vedere il bacio di un altro, nemmeno per caso. Tu vedi sempre lui, solo lui. Colui che ami come non mai, colui per cui saresti disposta a morire e colui a cui hai dedicato il tuo cuore, la tua anima, colui al quale hai concesso il tuo corpo.
Non vedi la tua vita senza di lui, non vedi niente senza lui accanto. Come se lui fosse l'unica torcia in grado di illuminare la tua notte.
Ma se lui non ti ama? Se lui non ne vuole sapere di te? Se non riesce a vedere i tuoi sentimenti tanto profondi e se non riesce a ricambiarli? Cosa fai se lui in te vede solo una bella ragazza con cui passare una notte o due?
Io, stupida, pazza, patetica ragazza da poco diciassettenne mi sono ingenuamente e perdutamente innamorata del ragazzo più bello della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: Sirius Black. Non so nemmeno io cosa pensavo quando mi ha chiesto di uscire, né perché gli ho detto di sì, fino a ritrovarmi coinvolta in qualcosa più grande di me: l'amore.
L'amore vero.
Quello sincero, quello folle, quello passionale, quello che ti fa impazzire, che non ti fa pensare correttamente e che a volte non ti fa pensare affatto. Quell'amore che, a lungo andare, ti distrugge.
Un misto di emozioni uniche ad ogni sguardo, ad ogni parola, ad ogni bacio e ad ogni sorriso. Tu saresti disposta a seguirlo in capo al mondo, ovunque, senza pensarci un attimo e lui… lui non riesce a vederti con gli occhi con i quali lo vedi tu e tu sai che non ci riuscirà mai. Hai la tremenda, orribile consapevolezza che non ricambierà mai i tuoi sentimenti e che non potrete mai avere un futuro insieme. Un giorno ne sente il bisogno e viene a cercare te ma il giorno dopo è già sparito.
Non lo vedi più, nemmeno se ti sforzi. E così i giorni passano e tu non puoi fare altro che guardarlo da lontano e rubargli qualche attimo, qualche piccolo istante.
Alex, hai gli appunti di Pozioni da prestarmi?
Sì, certo Sirius: ecco!
Come si riesce ad avere una semplice conversazione, un semplice scambio di battute dopo tutto quello che avevamo fatto insieme? Per lui non era stato niente, solo un vago, piacere passeggero ma per me, per me era stato qualcosa di indescrivibile e di irraggiungibile in nessun altro modo.
Ma anche dopo quello, solo qualche mese prima, cosa avevo ottenuto? Niente.
Assolutamente niente. Lui era sempre quello di tutti i giorni e io non riuscivo a farlo avvicinare al mio cuore in nessun modo. Eppure mi sentivo in ogni caso come se non ci avessi mai provato, come se mi fossi arresa troppo presto. Magari non era un punto lontano, irraggiungibile. Magari, se mi sforzavo, avrei potuto raggiungere il mio scopo.
Solo che era complicato, tremendamente difficile. Perché innamorarsi di Sirius Black è come tentare di afferrare il fumo con le dita: inutile, impossibile e una totale perdita di tempo. Potevi trattenerlo nei polmoni per un po’ ma prima o poi, nel bene o nel male, usciva. Purtroppo per me ero diventata dipendente da quel fumo così bello e piacevole.
Sospirai e lo guardai mentre scendeva le scale della Sala d'ingresso. Era vestito semplicemente, in fondo. Una camicia bianca, un paio di jeans scuri quasi neri e un paio di scarpe da ginnastica bianche. I pantaloni bassi, la cintura di pelle e la camicia dentro i pantaloni. Eppure, io lo trovavo perfetto. Ero sicura di non aver mai visto un ragazzo tanto bello in vita mia. Era giunto il momento di riprovarci, ancora una volta. Era giunto il momento della mia droga.
Feci qualche passo sistemandomi la camicia mentre lui alzava lo sguardo chiaro su di me.
"Ciao, Alex!", disse Sirius mentre un sorriso gli incespicava le labbra. Sentii un brivido percorrermi la schiena, inesorabilmente. Perché dovevo provare tutte le volte emozioni tanto profonde?
"Ciao Sirius, come va?"
"Bene, e tu?"
"Non male.", risposi cercando di sembrare tranquilla.
"Avevi bisogno? Devi dirmi qualcosa?"
Sì, devo dirti che ti amo. Ti amo da morire e voglio stare con te per sempre. Strano di come riesci a parlarmi tranquillamente dopo tutto quello che abbiamo fatto, io e te.
"Qualcosa di preciso no. Mi chiedevo se ti andava di passare un po’ di tempo con me."
Misi le mani dietro la schiena, incrociando le dita.
Dai, ti prego!
Lo guardai mentre sorrideva e prendeva in considerazione la proposta per quello che era in realtà.
"Sei sicura?", chiese incerto.
"Mai stata più sicura!", dissi prendendomi un labbro tra i denti.
Lui guardò l'orologio e disse: "Se vuoi stiamo al castello io e te. James va a Hogsmade con Lily e Remus è con Peter a dargli ripetizioni di Trasfigurazione, non ho capito. Stavo andando a fare un giro per conto mio ma se ci sei tu che mi fai compagnia meglio."
Allungai la mano e gli segnai il parco, ma lui la afferrò e si avvicinò pericolosamente a me.
Il mio cuore che iniziava come sempre a battere forte. Ogni minuto aumentava il suo ritmo, forte, sempre più forte e più forte ancora. Con una risata mi condusse verso l'uscita, il sole che entrava beffardo da ogni spiraglio.
"Dove andiamo?", chiesi ridendo. Cosa aveva in mente?
Imprevedibile.
"Non te lo dico! Ti fidi di me?"
Mi butterei nel fuoco per te.
Non risposi e lo seguii, mentre uscivano nella calda aria di Giugno. Mentre si avvicinava a me con ogni passo sentii il suo profumo.
Profumava di pesche, di buono. Se fosse dipeso da me, sarei stata ad osservarlo per ore, ad abbracciarlo, a baciarlo, a...
"Eccoci!", esclamò lui lasciandomi la mano, allargano le braccia e indicandomi il posto intorno a noi.
Non c'ero mai stata, in quel punto del lago, e dovevo ammettere che era bellissimo. Ma, d'altronde, chi conosceva Hogwarts e i suoi dintorni meglio dei Malandrini? Nessuno.
Il lago dietro di loro, a fare da specchio, toccava la riva e poi tornava indietro come se volesse fargli un dispetto, come se fossero stati anni a rincorrersi senza sosta.
Gli alberi coprivano il punto, rendendolo soleggiato e ombroso quanto bastava. Sembrava quasi un paradiso, un piccolo paradiso privato.
Alzai gli occhi su di lui, sorridendogli. Ogni paradiso, dopotutto, ha i suoi angeli.
Una volta che i nostri sguardi si furono incrociati lui si avvicinò a me lentamente, mentre a ogni passo che faceva quel luogo sembrava come se perdesse la sua consistenza.
Ecco che ci siamo, di nuovo. Ancora una volta, e ancora, e poi di nuovo, senza sosta. È ancora tutto uguale, tutto come sempre, non è cambiato nulla. Io sono qui, come sempre, a implorarti per un secondo, per un attimo. Perché non ti innamori di me? Perché con me non ci vuoi stare?
Mi porti in questo paradiso, in questo bellissimo rifugio per passare con me il pomeriggio ma non vuoi amarmi, non vuoi ricambiare questo sentimento che provo.
Nessuno riuscirà mai ad amarti come ti amo io, questo lo so. Perché non esiste niente di più grande di tutto questo, niente di più vero. Nulla al mondo, nulla in questo universo può competere con questo, con tutte quelle emozioni che mi susciti. I tuoi occhi chiari, i tuoi capelli scuri, quella collanina nera che si scaglia su un fisico perfetto... perché non la smetti di entrare nei miei sogni, nei miei pensieri più intimi? Perché mi vuoi tormentare così, per un amore non ricambiato?
Sentii le sue mani circondarmi la vita, dolcemente. Si avvicinò a me posando le labbra sulle mie, come in un grandissimo e bellissimo sogno. Il sogno più lungo, il sogno più bello e il sogno che avrei voluto durasse per sempre. Mi avvicinai portandogli le mani dietro il collo, facendo diventare quel bacio più vero. Sentii le sue labbra schiudersi mentre venivo trasportata lontana, fuori dal mondo.
Il desiderio di non lasciarlo più andare riapparve, come una morsa allo stomaco che non aveva intenzione di andarsene. Non mi avrebbe mai abbandonata, quel ragazzo sarebbe rimasto per sempre nella mia mente impedendomi una vita normale.
Calai lentamente le mani facendole scorrere sulla sua camicia, continuando a baciarlo, chiedendomi se dovevo resistere, quella volta. Era una domanda stupida, naturalmente. Non potevo farlo, non potevo resistere al più grande amore della mia vita. Il primo, vero, grande amore. Quello che non si scorda mai, quello a cui non si può dire di no. Sentii le sue mani sulla vita, muoveva le dita lungo la mia schiena, facendomi rabbrividire di piacere. Ci sdraiammo insieme sul prato, rimanendo abbracciati, a baciarci, come in un lungo sogno durato però troppo poco.
Era estate, eravamo alla fine dell'anno e c'era molto caldo. Il sole di giugno ci colpiva in pieno, ogni volta che uscivamo.
Gli strinsi le spalle attirandolo verso di me e chiedendomi perché quegli attimi non potessero durare per sempre. Mi chiesi qual era la ragazza con cui usciva in quel periodo, chiedendomi perché anche lei si era innamorata di quel ragazzo così bello e sfuggente. Un giorno lo vedi accanto a te con il suo bellissimo sorriso e il giorno dopo sale le scale con qualche biondina senza nome né volto. Dopo quello che mi sembrò un tempo infinito ma allo stesso tempo troppo corto si separò da me, afferrandomi la vita con le braccia, posando il mento sulla mia spalla.
"Io ti amo...", dissi in un sussurrò stringendo forte la sua mano, sperando che non se ne andasse, che non mi lasciasse di nuovo.
Lui mi accarezzò il viso con l'altra senza rispondere e questo era, io lo sapevo, un modo per dirmi che lui non mi amava, che non mi avrebbe mai amata. Tentai di addormentarmi mentre gli occhi mi si riempivano di lacrime.
Era tutto inutile. Ancora una volta era andato tutto storto. Lui non mi amerà mai, lui non proverà mai quello che provo io... mi districai dal suo abbraccio e mi sedetti sulla riva, levandomi le scarpe.
"Cosa fai?", chiese lui alzandosi a sua volta a sedere.
Scossi la testa e dissi: "Me ne vado, non posso stare qui!"
"Alex...", cominciò lui facendomi rabbrividire. La sua voce era dolce, tenera, quasi... rassegnata. "Ascoltami..."
Mi prese il viso tra le mani e mi costrinse a guardarlo.
"Non ti fa bene stare con me. Tu mi piaci ma non mi piaci abbastanza. Sei una ragazza eccezionale, meriti qualcuno migliore di me."
Ma io voglio te! io non voglio qualcuno migliore di te! perché non lo capisci?
"Non so cosa dire, Sirius, solo...", mi interruppi e sospirai, nel tentativo di non piangere. "Ci vediamo... o forse no. Ciao, stammi bene, te lo auguro davvero. Ti auguro tutto il bene del mondo."
Mi alzai, districandomi dalla sua presa e iniziai a dirigermi in fretta verso l'entrata, decisa ad allontanarmi il più in fretta possibile da lui, mentre grosse lacrime mi solcavano le guance, come se i miei occhi fossero stanchi, stanchi di piangere in continuazione per lo stesso motivo.
Era più saggio andare avanti, cercare di superare e di continuare con la mia vita, senza di lui.
Sarebbe stato più semplice buttarsi dalla torre più alta ma lo dovevo al mio cuore. Un cuore che ormai non ce la faceva più, che non riusciva più a piangere… che era stanco di lottare.
Non lo avrei mai dimenticato, quello no.
Lui era e sarebbe stato per sempre il più grande amore della mia vita.
FINE.
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2. Mary Sue - DESTINY IN OUR HANDSNel silenzio della stanza buia, a stento illuminata dalla luce fioca delle rare candele sparpagliate qua e là, quattro paia di occhi si scrutavano attentamente l’un l’altro, la tensione palpabile nell’immobilità surreale dell’atmosfera che aleggiava tutt’intorno.
"I-io non s-sono sicuro d-di volerlo fare…" pigolò il più basso e tarchiato dei quattro, fissando pieno di ansia il mazzo di carte consunte che il suo amico dagli occhi azzurri teneva stretto tra me mani.
"Sta’ zitto, Codaliscia." Gli intimò James, allungandogli una gomitata tra le costole, mentre Sirius e Remus si scambiavano un’occhiata d’intesa.
"Avanti, fratelli, pescate la carta del vostro destino." Sussurrò Sirius in tono teatralmente drammatico, ed allungò versò Peter il mazzo di tarocchi da cui pescare.
Sebbene riluttante, Codaliscia dovette cedere di fronte all’apparente indifferenza dei propri compagni. Allungò lentamente la mano grassoccia e tremante e, con un piccolo gemito impaurito, estrasse una carta. Gli occhi di Sirius e James brillavano d’entusiasmo, mentre Remus osservava taciturno, senza però sforzarsi di nascondere un’espressione sorniona. Era un po’ scettico di fronte a quel tipo di giochi, ma erano del tutto innocui, e di solito si rivelavano piuttosto divertenti, quindi non aveva niente da obiettare.
"Avanti, girala." Esortò James.
Con fare incerto, Codaliscia obbedì. Sulla carta c’era il disegno di una struttura alta e sottile colpita da un fulmine.
"La Torre." Constatò Sirius solennemente. "Ti aspetta una punizione per la tua infedeltà, Codaliscia… Per caso hai tradito il tuo gufo, di recente?" Emise una risata sguaiata, subito seguito da James.
Remus sollevò appena le spalle in direzione di Peter, sorridendo a sua volta – suo malgrado – della faccia attonita dell’amico. Non approvava la facilità con cui Felpato e Ramoso si prendevano gioco di Peter, ma doveva ammettere che a volte era difficile non farlo. In quel momento, in particolare, Peter sembrava così terrorizzato e sbigottito che si era praticamente offerto su un piatto d’argento.
"Avanti Jay, tocca a te."
L’eccesso di risa si spense, e subito James assunse un atteggiamento di religiosa compostezza. Sedette ritto sul grande tappeto ricamato in rosso e oro tra i quattro letti, sistemandosi il colletto del pigiama come fosse stato una cravatta, e si protese verso le carte che Sirius gli tendeva, scegliendone una senza la minima esitazione.
"Gli Innamorati." Sbuffò Sirius deluso, davanti alle due figure (una maschile e una femminile) che si tenevano per mano, accasciandosi contro il muro alle sue spalle.
Remus sorrise affabile, scrutando l’amico oltre le lenti degli occhiali.
"Hai un’ossessione amorosa, Ramoso," gli disse con serietà ironica. "La cosa ci lascia tutti quanti molto, molto stupiti, non è vero?" E guardò gli altri due.
James sogghignò. "Touché."
Era ormai di pubblico dominio che James fosse cotto e stracotto di Lily, e lei sembrava esserci ormai raddolcita nei confronti di lui, tanto da acconsentire addirittura ad uscire con lui più di una volta. Già si spargevano voci che i due fossero ormai praticamente una coppia, e Remus non poteva far altro che concordare.
"Non è divertente questo gioco, non stiamo facendo altro che puntualizzare l’ovvio." Sirius puntò un dito contro James. "La prossima volta propongo io."
"Ho come l’impressione che una partita di Quidditch by night clandestina sarebbe stata una vera e propria impresa, stasera, Felpato." Puntualizzò Remus con un sorriso affabile, indicando la finestra alle proprie spalle, al di là della quale un pioggia torrenziale si riversava dal cielo livido e scuro.
"Potremmo tenerlo presente per la prossima volta." Intervenne Codaliscia debolmente. Sirius gli diede un sonoro scappellotto sulla nuca.
"Non ci sarà nessuna prossima volta, Signor Acutezza Mentale. Gli esami finiscono domani."
Remus non mancò di notare che c’era stata dell’amarezza nella sua voce, una nota di risentimento che condivideva fino in fondo. Gli sarebbe mancata Hogwatrs, e le lunghe notti trascorse a scorazzare per i prati e la Foresta Proibita con i suoi amici.
Il futuro era dietro l’angolo, pronto a snodarsi in mille svolte imprevedibili, e non era mai sembrato così incerto, così raggelante.
Al di fuori di quelle mura ogni cosa era più inospitale ed ostile, soprattutto nei confronti di un Lupo Mannaro.
"Lunastorta, tocca a te."
Remus spostò lo sguardo su Sirius, che lo osservava con una strana luce negli occhi. Non si sentiva particolarmente ansioso di conoscere il proprio futuro, ma del resto non poteva ritenere quella loro piccola seduta una vera e propria opera di divinazione. Non ci stavano nemmeno provando a fare qualcosa di serio, perciò decise di stare al gioco ed assecondarli.
Prese la sua carta e se la portò davanti, senza tuttavia guardarla. Il suo tentativo di creare suspance funzionò alla perfezione, soprattutto quando un violento tuono esplose al di là delle mura del castello, facendo sussultare tutti quanti.
Con un piccolo sorriso soddisfatto, abbassò gli occhi screziati d’ambra sulla carta e la voltò. Studiarono tutti per qualche secondo l’immagine della donna dal mantello scarlatto la cui mano destra teneva aperte le fauci di un leone. Una sottile ruga accigliata comparve sulla fronte di Remus.
"La Forza." James scandagliò l’immagine attentamente, strofinandosi il mento tra le dita, come se stesse riflettendo su qualcosa di estremamente importante.
Sirius si fece avanti interessato.
"Che Monsieur Lunastorta fosse un nobile d’animo e coraggioso non è una gran novità," osservò. "Ma che nel suo avvenire ci sia una donna…" Diede all’amico una sonora pacca sulla schiena. "Remus, vecchio mio, c’è forse qualche dettaglio non del tutto irrilevante di cui noi non siamo al corrente?"
Un sorriso dolceamaro incurvò appena le labbra pallide di Remus, che assunse un cipiglio piuttosto scettico.
"Come no, Felpato, ho una fila di ragazze adoranti proprio qui fuori," commentò, non senza una punta di acidità che proprio non riuscì ad evitare. Gettò la carta sul tappeto ed appoggiò la schiena al baule ai piedi del proprio letto.
"Risparmiaci le filippiche sul quanto tu sia del tutto immeritevole di avere una ragazza al tuo fianco, Lunastorta," lo ammonì James, in tono estremamente serio. "Se continui a respingere tutte le ragazze che si fanno avanti con te ti ritroverai a fare lo scapolo a vita."
"Com’è che aveva detto mia cugina, a Natale?" Sirius corrugò la fronte nello sforzo di recuperare l’informazione.
Remus ricordava perfettamente quello che gli aveva detto la piccola Ninfadora quando Sirius si era fatto accompagnare dai Malandrini a consegnarle personalmente il suo regalo. Da quando se n’era andato di casa, gli unici membri della famiglia con cui Sirius aveva mantenuto i contatti solamente con i Tonks, e capiva perfettamente il perché.
"Ha detto che le sarebbe piaciuto avere un dolce Lupo Mannaro tutto per sé." S’intromise Peter, in uno dei suoi rari momenti di esuberanza.
Remus lo trafisse con uno sguardo tagliente, e lui si fece piccolo piccolo e guardò altrove, arrossendo violentemente. Sirius invece rise.
"Oh, be’, se non riusciamo a convincerti a sistemati entro una decina d’anni, diciamo, potrai sempre farti adottare da Ninfadora."
Remus roteò gli occhi spazientito.
"Dubito fortemente che quando avrà quindici anni ci sarà ancora un Lupo Mannaro in cima alla sua lista dei regali di Natale."
"Io non ci metterei la mano sul fuoco, sai. C’è un motivo per cui adoro Ninfadora, e non è solo perché cambia colore di capelli ogni volta che starnutisce…"
"Ha solo bisogno di conoscere il suo potere," profferì James, giocherellando con un boccino molto malridotto che aveva ripescato da sotto uno dei letti. "Faticano a dominarlo anche i Metemorfomaghi adulti, figurati cosa può fare una streghetta alta poco più di mezzo metro."
"Stiamo divagando, signori," Sirius li spinse tutti quanti da parte e portò la loro attenzione sul grosso mazzo di carte che ancora teneva in mano. Un sogghigno gli si dipinse inquietante sul volto. "Adesso tocca a me."
Stettero tutti a guardare, improvvisamente ammutoliti, mentre lui posava a terra le carte e ne estraeva cerimoniosamente una dal mucchio. Era palese che si stesse godendo il momento di leggera tensione, ben conscio che tutta l’attenzione era per lui.
Voltò la carta con esasperante lentezza e la posò sul tappeto per poterla osservare meglio. Tutti e quattro trattennero il respiro d’istinto quando i loro occhi si posarono sull’inquietante immagine del cavaliere scheletrico che portava il suo vessillo nero. La Morte.
"L’Arcano Senza Nome."
Codaliscia si portò di scatto entrambe le mani alla bocca e soffocò un rantolo di terrore, ma fu il solo, perché gli altri sembravano invece discretamente interessati. James fu il primo a parlare.
"E’ la carta del cambiamento radicale. Simboleggia la fine, più che la morte," Remus ebbe la netta sensazione che lo stesse spiegando più a Peter che altro. "Quindi stai per trovarti di fronte ad una grossa svolta."
Sirius ridacchio sotto i baffi, spingendo via James scherzosamente.
"Questo sì che è un gran colpo per uno che sta per diplomarsi! – E tu, Codaliscia, piantala con queste scenate, ci stiamo solo divertendo, quanto valore credi che abbiano queste predizioni da strapazzo? L’unico che sapeva concludere qualcosa in Divinazione è Lunastorta, ma non ha collaborato molto, vero?"
Mentre Sirius gli cingeva le spalle con un braccio, Remus scosse il capo, ridendo sommessamente. Non era del tutto certo che, anche impegnando tutte le sue migliori nozioni in materia, sarebbe riuscito ad ottenere responsi più precisi e veritieri.
"Va bene, riassumiamo: Peter sarà un traditore, io sposerò Lily," James, risollevatosi dallo spintone del compagno, contò le opzioni su una mano. "Sirius passerà l’esame – notizia sensazionale – e Remus… Non ho capito bene… Remus sarà un coraggioso paladino con tanto di donzella connessa?"
"Avete tutti bisogno di dare una bella rispolverata al programma di Divinazione di base." Replicò Remus, lasciandosi sfuggire una risata sommessa.
"Io non sono un traditore." Squittì Peter, stritolando la propria bacchetta.
James schioccò la lingua con fare impaziente.
"Certo che no, Codaliscia," disse brusco, con un gesto stizzito della mano. "Era solo uno stupidissimo gioco per allentare la tensione da esame finale."
Un altro mugolio provenne da Peter, ma fu deliberatamente ignorato. Un gesto della bacchetta, ed in un attimo Sirius fece apparire quattro bottiglie di burrobirra dal nulla.
Ne presero una ciascuno – e Sirius dovette praticamente incollarne una in mano a Codaliscia – e brindarono con un cincin tintinnante.
Remus ebbe la sgradevole sensazione che un capitolo fondamentale della propria vita si stesse chiudendo per sempre. Un brivido gelido gli percorse la schiena quando si rese conto che era probabilmente l’ultima volta che sarebbe riuscito a godersi un momento del genere con loro senza preoccupazioni al di fuori di uno stupido esame.
Bevve il suo drink avidamente, gustandosi il suo sapore dolce ed il suo calore. Ne aveva decisamente bisogno.
Pensò alla conclusione di quei sette anni che tanto gli avevano regalato, alla gioia dello scoprire la forza dell’amicizia, a quel suo primo bacio sotto il vischio dei Tre Manici Di Scopa, due anni prima, a quanto gli fosse piaciuto poter studiare e conoscere tante persone senza quasi doversi preoccupare della sua diversità. Nessuno lo aveva scansato, ad Hogwarts, nessuno lo aveva evitato in quegli anni, ma, anzi, molti avevano cercato la sua compagnia, lo avevano ammirato per la sua lodevole condotta, e i suoi ottimi voti, e lui aveva provato la piacevole sensazione di essere non solo normale, ma anche speciale.
Così, guardando Sirius che raccoglieva disordinatamente le carte e le gettava nel proprio baule senza la minima attenzione, Remus sorrise tra sé, osservando quelli che per sette anni erano stati la sua stanza, la sua casa ed i suoi migliori amici, e sentì un fiotto caldo invaderlo dentro. Eppure si sentiva profondamente malinconico.
Forse era perché stava per concludersi il periodo che finora era stato il più bello ed importante della sua vita, o forse perché, semplicemente, presto le cose si sarebbero decisamente complicate per lui, ma ora come ora preferiva non pensarci.
Afferrò una delle nuove bottiglie di burrubirra che James aveva appena fatto apparire e brindò con i compagni all’alba di una nuova era.
E se solo avesse saputo – se solo avesse anche solo immaginato – che chiuso nel baule di Sirius, tra vecchi libri ormai inutili, abiti sporchi e sgualciti e una smisurata quantità di dolci di Mielandia, nascosto segretamente in quattro carte dei tarocchi, c’era il loro futuro, allora forse avrebbe preferito non celebrare quell’ultima sera che li avrebbe poi condotti tutti e quattro là, a Godric’s Hollow, appena una maciata di anni più tardi, dove uno di loro li avrebbe traditi, uno sarebbe morto, un altro sarebbe stato ingiustamente punito, ed un altro ancora, lasciato solo a sé stesso senza più nessuno al mondo, avrebbe scoperto per la prima volta il significato più lacerante e profondo della parola solitudine, fino all’insperato ed inatteso arrivo di quella donna dal mantello rosso che le carte gli avevano predetto. E solo allora Remus sarebbe stato veramente salvo.
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3. Lisa_Black - LA RAGAZZA CHE SFIDO' SIRIUS BLACKSirius Black era un aitante diciassettenne grifondoro, ed era perfetto, almeno secondo le centinaia di ragazze la cui lingua si srotolava per metri al suo passaggio.
E spesso Sirius Black ricambiava le attenzioni di queste ragazze invitandole in brevi appuntamenti nei quali lo scopo era uno e uno solo, e vi lascio immaginare quale.
Questo quando le ragazze raggiungevano il suo standard di bellezza, mentre, se erano bruttine, le sfruttava solo per avere aiuti nei compiti e nello stendere relazioni, aiuti che quasi sempre si traducevano in “facevano tutto loro”.
E le poche ragazze non innamorate di Sirius Black lo consideravano, a ragione, un vero e proprio bastardo.
Per questo Sirius Black era odiato dalla quasi intera popolazione maschile di Hogwarts, fatta eccezione per i suoi tre amici, James Potter, Remus Lupin e Peter Minus.
I quattro avevano siglato una specie di patto, che prevedeva “tu non tocchi la mia ragazza, io non tocco la tua”.
Infatti tre su quattro erano fidanzati, tra i quali anche Sirius, che stava con una bellissima, biondissima, sexissima, perfettissima Kate Lawson, sua coetanea grifondoro, nonché migliore amica di Lily Evans, ragazza di James.
Remus invece stava con Danielle Freeborn, una delle tante ex di Sirius che lui si era trovato a consolare, e, come non gli era mai successo prima, si era trovato a consolarla un po’ troppo.
In un primo tempo tutti avevano pensato che Danielle usasse Remus solo per cercare di far ingelosire Sirius, e forse era così, ma, alla lunga, si era realmente innamorata di quel ragazzo un po’ strano e sempre pallido come un cencio.
Anche lui si era innamorato di lei, anche se lo era stato sin dal primo momento, da quando Sirius glie l’aveva presentata come sua ragazza; ma ancora non se la sentiva di condividere con lei il suo più grande segreto, cioè il fatto di essere un lupo mannaro.
E, come si è già detto, James stava con Lily Evans, per la quale aveva sbavato per anni prima che lei si decidesse a ricambiare il suo amore.
Nonostante si fossero messi insieme, il loro rapporto non era cambiato molto; erano ancora cane e gatto, litigavano per ogni minima cosa.
Per capire meglio la situazione dovreste immaginarvi due persone che si sbaciucchiano sussurrandosi frasette d’amore come “ciccina”, “patatino”, “cotolettina”, “fringuelletto” e cose del genere, e 10 secondi dopo iniziano a picchiarsi (metaforicamente parlando, ovviamente, mai che a James sia venuto in mente di picchiare Lily o viceversa), e, altri 10 secondi dopo, si avvinghiano come due polipi che sono stati incollati con il vinavil.
L’unico senza ragazza, per diverse ragioni, era Peter Minus.
Quali ragioni, chiederete voi.
Beh, innanzitutto non era affatto un adone, poi non aveva nessuna personalità propria al di fuori del gruppo, ed era anche un po’ ignorante.
Insomma, tutto il contrario degli altri tre, all’incirca.
Ho perso già abbastanza tempo con l’incipit; è tempo di passare alla vera narrazione.
La coppia formata da Sirius e Kate aveva qualche problemino, come d’altronde avrete capito già da soli; lui non poteva, o non voleva, essere fedele, e lei si chiedeva sempre più spesso perché dovesse sopportare tutte quelle infedeltà.
In fondo era bellissima, simpatica e intelligente; in poche parole perfetta, e non avrebbe certo faticato a trovarsi un ragazzo magari meno bello di Sirius, ma che sarebbe stato assolutamente devoto a lei e nessun’altra.
Quando Sirius percepiva che Kate si stava allontanando da lui, faceva qualcosa di inaspettato e straordinario che le faceva dimenticare il pensiero di lasciarlo.
Una volta era riuscito a salire in cima alla torre più alta di Hogwarts, e si era messo ad urlare: “Ti amo, Kate Lawson, e amo solo te”.
Un’altra volta l’aveva portata al limitare delle foresta proibita, dove le aveva preparato un pic-nic di leccornie, e aveva fatto cantare agli alberi una romantica melodia.
Una terza volta aveva eseguito un incantesimo agli studenti riuniti in sala grande, e li aveva fatti inchinare al passaggio di Kate, e aveva sottolineato il tutto con un acuto urlo “A Kate Lawson, la regina del mio cuore”.
Queste sono solo alcune delle cose che aveva fatto Sirius per evitare che Kate lo lasciasse, ma lei stava cominciando a rendersi conto che quei gesti eclatanti erano soltanto specchietti per le allodole.
La triste realtà era che Sirius non sarebbe mai cambiato; avrebbe continuato a tradirla ancora e ancora, e lei non poteva sopportare più quel comportamento.
Inoltre tutte le ragazze di Hogwarts ridevano al suo passaggio; era la ragazza scema di Black, che stava ad aspettarlo tutta la sera nella sala comune mentre lui se ne andava in giro ad alzare le gonne delle ragazze dietro alle colonne.
Spesso le era capitato di sentire alcune ragazze descrivere le esperienze sessuali della sera prima con Sirius, che alzavano deliberatamente la voce mentre lei passava.
Però lei amava Sirius, e lasciarlo l’avrebbe devastata profondamente. E forse non era pronta per soffrire di nuovo per amore, come era successo due anni prima con Fabian Shaw, uno studente di corvonero che le aveva spezzato il cuore lasciandola.
Quei giorni di decisione erano solito duri per Kate; ma accadde una cosa che la rallegrò, e le fece capire che forse per lei c’era ancora una chance.
Trovò una rosa bianca con un bigliettino sul suo letto; il bigliettino diceva “A Kate Lawson, la bellissima, sempre nel mio cuore”.
Senza pensarci troppo, Kate si precipitò giù per le scale, si avvicinò a Sirius che era seduto su una poltrona nella sala comune, e lo abbracciò da dietro, urlando, “Grazie amore, ti amo tantissimo, era proprio quello di cui avevo bisogno.”
Sirius si voltò, interdetto, “Di cosa avevi bisogno?”.
“Della rosa, naturalmente; che domande fai?”.
Dall’espressione stupita di Sirius, Kate capì che non era stato lui a mandarle la rosa.
“Allora non sei stato tu! Peccato, sarei stata molto felice”.
Da quel giorno Kate ricevette continui regali dalla persona che le aveva mandato la rosa; la grafia dei bigliettini era sempre la stessa.
L’anonimo le regalò orchidee, un gufo, un paio di orecchini di diamanti, scarpe costose.
Kate era sempre più colpita da lui, e Sirius sempre più geloso.
Un giorno Sirius vide Kate nascosta che leggeva un biglietto, evidentemente uno di quelli dell’anonimo galante, ma, a differenza delle altre volte, quando la chiamò, Kate nascose in fretta e furia il biglietto, e arrossì.
Sirius le si avvicinò, ma non parlò del bigliettino; si limitò a sfilarglielo dalla borsa in un momento in cui lei era distratta.
Lo lesse, “Kate, come avrai certamente capito, io ti amo; e per questo non posso più nascondermi dietro ai regali che ti ho fatto. Ho deciso di farmi conoscere da te. Se tu provi anche solo un piccolo sentimento per me, ti prego, vieni questa sera alle 6 alla torre di astronomia. In realtà penso che tu abbia già capito chi sono, perché h0o azzeccato i regali da farti; conoscevo tutti i tuoi gusti. Se verrai questa sera sarà un modo di farmi capire che mi vuoi, e che potrai lasciare Sirius per me”.
Sirius era furioso; Kate gli aveva nascosto quel bigliettino perché era assolutamente intenzionata ad andare alla torre di astronomia quella sera, ed voleva lasciarlo per l’anonimo.
E poi l’anonimo non era più tanto anonimo; aveva lasciato delle indicazioni precise.
Sirius rimise il biglietto nella borsa di Kate, e passò tutta l’ora di trasfigurazione a rimuginare su chi potesse essere l’anonimo.
Diceva che probabilmente Kate aveva capito chi era, quindi doveva essere una persona che lei frequentava spesso.
Conosceva bene i suoi gusti, quindi doveva essere una persona che lei conosceva da molto tempo.
E alla fine Sirius capì; era uno dei suoi amici.
Ma chi dei tre? James e Remus erano innamorati e fedeli alle loro ragazze, e Peter non era certo il tipo di Kate, se mai avrebbe potuto essere il tipo di qualcuna; di certo Kate non sarebbe mai andata ad un appuntamento con Peter. Ma non si può mai escludere nulla.
Doveva spiarli per tutto il resto della giornata; doveva capire chi fosse quel maledetto anonimo tra loro tre.
Sarebbe andato all’appuntamento delle 6 alla torre di astronomia, ma non ci sarebbe arrivato impreparato.
Voleva sapere prima a chi avrebbe dovuto spaccare la faccia.
Ma come spiarli? Pensò e ripensò, fino a che non giunse alla conclusione che doveva trasfigurarsi in un animale molto piccolo, che potesse volare, un insetto, una mosca.
Applicò tutte le sue conoscenze di trasfigurazione, e riuscì nel suo scopo; divenne una bella moschina tutta nera con tanti occhi e delle belle ali per volare in giro per Hogwarts.
La trasformazione era avvenuta in modo così perfetto che Sirius pensò che se ci fosse stata presente la McGranitt, gli avrebbe dato un Eccezionale.
Cominciò a volare; per prima cosa sarebbe andato da Peter.
Doveva trovarlo da solo, e seguirlo per un po’; di certo l’anonimo doveva farsi bello per l’appuntamento con Kate, e, se era davvero uno dei suoi amici, l’avrebbe fatto in gran segreto, per non rischiare di essere beccato da lui.
Alla fine trovò Peter, lo seguì per più di un ora. Beh, non si può proprio dire che lo seguì; il ragazzo era rimasto tutto il tempo in biblioteca, chino su di un libro che, ovviamente, come al solito, non riusciva a memorizzare.
Stufo, Sirius passò a James, il più Dongiovanni dei Malandrini dopo lui, ma anche con lui ebbe scarsi risultati; il ragazzo se n’era stato tutto il tempo in un posto appartato vicino al lago impegnato in quelli che sembravano preliminari con Lily. Quando le cose si erano surriscaldate maggiormente, Sirius se n’era andato.
Da umano non l’avrebbe mai ammesso, ma in realtà lo imbarazzava infinitamente spiare un amico in momenti intimi con la sua ragazza.
Infine passò a Remus, ma non riuscì a cavare un ragno dal buco nemmeno con lui. Il ragazzo era impegnato in una specie di nascondino con Danielle. Lei scappava, si nascondeva, lei la inseguiva, la trovava, e poi si baciavano, e la cosa ricominciava da capo.
Non era riuscito ad ottenere nulla, e non mancava molto alle 6, quindi la mosca-Black si diresse verso la torre di astronomia, e si nascose.
10 minuti dopo arrivò l’ultima persona che Sirius si sarebbe aspettato di vedere in quel luogo: Lily Evans.
Aveva sbagliato tutto; l’anonimo non era un ragazzo, bensì una ragazza, e che ragazza, la fidanzata del suo migliore amico James.
Sirius venne colto da puro terrore; come avrebbe detto a James che Lily era lesbica.
E se Kate sapeva che l’anonima era Lily e voleva mettersi con lei, anche Kate era lesbica, e lui non se n’era mai accorto.
Sirius non aveva fatto in tempo a riprendersi dallo shock, che ne ebbe un altro. Danielle aveva appena finito di salire le scale, ed era entrata nelle torre dove si trovava già Lily.
Sirius non ci capiva più niente, la testa stava iniziando a girargli. E la confusione aumentò quando arrivarono Peter, James e Remus.
Cosa diavolo stava succedendo?
All’improvviso Sirius sentì qualcuno alle sue spalle; era Kate, che sorrideva, “Ti è piaciuto lo scherzo, Sirius?”.
Senza quasi rendersene conto, Sirius si ritrovò all’interno della torre di astronomia, con tutti i suoi amici riuniti che ridevano di lui.
Kate spiegò la situazione. James aveva avuto l’idea di farlo morire di gelosia, così avrebbe capito cosa provava Kate ogni volta. Tutti si erano trovati d’accordo. Ognuno di loro, a turno, decideva quale regalo comprare a Kate, facevano una colletta, Danielle scriveva i biglietti, Lily li metteva sul letto della ragazza.
E finalmente Sirius Black aveva capito cosa si prova ad essere traditi.
E da quel giorno non tradì mai più Kate, né nessuna delle sue successive ragazze. Certo, alla fine lui e Kate si lasciarono, perché non erano riusciti a mantenere il rapporto a distanza dopo la fine del loro percorso di studi a Hogwarts.
Ma quella lezione era servita a Sirius per capire che non si tradisce mai nessuno.
Avrei dovuto saperlo io, Remus Lupin, che Sirius non poteva essere un traditore.
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4. synoa xx90 - ABBIAMO UN PROBLEMA!Caro diario, abbiamo un problema! Noi due abbiamo finalmente capito cos’ha Remus che non va…insomma, perché sparisce ogni mese: è un lupo mannaro.
Non è questo il problema di per se, anzi, siamo contenti di aver scoperto cosa turba il nostro amico, il problema è come lo aiutiamo?
Siamo ancora parecchio a corto di idee, ma inventeremo qualcosa!
Tu intanto pensaci, noi ti terremo aggiornato!
Sirius & James Caro diario,
abbiamo un problema! Ho per amico un lupo mannaro: ti rendi conto? Un vero e proprio lupo mannaro!
Sono ancora sconvolto: ma che gli è venuto in mente a Silente quella volta?
Devo cercare di stargli lontano ora, sai se mi morde?
Comunque non penso che lascerò il gruppo: con James e Sirius che mi proteggono… e poi sono i ragazzi più ammirati di tutta la scuola!
Devo decidere cosa fare!
Peter
Caro diario,
Abbiamo un problema! Noto qualcosa di diverso nei miei amici…Sirius e James cercano di nasconderlo, ma non si comportano più esattamente come prima, e Peter sembra avere paura di me…si comporta in modo strano, mi guarda di nascosto, evita di parlarmi… c’è qualcosa sotto, sicuramente!
Che abbiamo scoperto il mio segreto?
RemusCaro diario,
Dopo due pomeriggi interi passati a leggere sui lupi mannari ci è venuta l’idea: diventeremo animagus! L’idea sta nel fatto che i lupi mannari sono pericolosi solo per gli umani, quindi se saremo animali potremmo stargli vicino!
Ma sorge un nuovo problema: come facciamo? Intanto stiamo scartabellando mezza biblioteca, stiamo anche pensando di chiedere al prof di difesa contro le arti oscure il permesso di usare il reparto proibito…ci inventeremo una scusa! Sirius & James Caro diario,
penso che resterò, dopotutto lupo mannaro a parte si sta piuttosto bene qui tra i malandrini. A proposito sono due giorni che Sirius e James scappano dopo pranzo e non si fanno vedere fino a cena! Bho!
Peter
Caro diario,
sono due giorni che Sirius e James scappano subito dopo pranzo e Peter continua a comportarsi in modo strano…che gli è preso? Continua a temere che abbiano scoperto il mio segreto…che faccio?
Mi stanno chiamando, devo andare!
RemusCaro diario.
Oggi abbiamo comunicato agli altri malandrini la nostra scelta, ma dobbiamo raccontarti la scena perché è stata troppo divertente!
Abbiamo chiamato Peter e Remus in sala comune e siamo andati nel nostro dormitorio. Dopo aver chiuso la porta a chiave abbiamo esordito:
- Remus ti abbiamo scoperto… -
e abbiamo cominciato a tirarla per le lunghe, mentre lui moriva di paura, alla fine diciamo:
- abbiamo scoperto che sei un lupo mannaro –
Lui è diventato cinereo e ci siamo appena un po’ preoccupati e abbiamo cominciato a dire
- ma per noi non è un problema… - e
- non è vero, Peter che non cambia nulla? –
e Peter troppo spaventato per parlare a fare di no con la testa!
- comunque – abbiamo detto poi – abbiamo trovato la soluzione: diventeremo animagi! – Peter stava per cadere dal letto su cui si era seduto, Remus ci guardava senza capire
- E come questo potrebbe aiutarmi? –
- Semplice: finche sei un lupo noi ti terremo compagnia sotto forma di animali! –
- certo! – esclama lui – i lupi mannari non sono pericolosi per gli animali! – - gia… -
- Ma ragazzi, non dovete farlo, tradire la fiducia di Silente, diventare animagi illegalmente… -
Al che noi gli abbiamo detto di smetterla di fare il prefetto e ci ha ringraziato!
Il problema è che non sappiamo ancora come… lo scopriremo tutti assieme! Sirius & James Caro diario,
sono tutti impazziti! Sirius e James vogliono diventare animagi per aiutare Remus… ma dico: si è mai sentita una cosa del genere? E il lupo ovviamente da loro ragione… che gabbia di matti… spero solo che non trovino il modo perché non voglio lasciare il gruppo ma neanche assecondare questa follia! Loro però mi proteggono!
Peter
Caro diario,
io che ero terrorizzato all’idea che scoprissero il mio segreto… invece ho proprio degli amici fantastici… per Sirius e James non ci sono problemi e vogliono diventare animagi per stare con me anche quando sono un lupo… non potrei mai ripagarli per quello che hanno fatto e stanno programmando di fare! Peter sembra molto sconvolto da tutta la cosa… probabilmente l’idea lo spaventa un po’…
Adesso ti lascio!
Remus Caro diario,
oggi noi due avevamo punizione con la McGranitt per una cosa di cui non abbiamo colpa… abbiamo buttato il discorso sugli animagi… era un po’ sospettosa, ma ha risposto alle nostre domande e ci ha dato il titolo di un libro sull’argomento! Domani vediamo che è…
Sirius & JamesCaro diario,
oggi ho spiato un po’ Remus visto che Sirius e James erano in punizione con la McGranitt. Non ne è saltato fuori molto in realtà, ha passato tutto il giorno in biblioteca su alcuni libri, ma non sono riuscito a leggere quali fossero i titoli…
Spero solo che non abbiamo altre brillanti idee!
Alla prossima
Peter
Caro diario,
sugli animagi si trovano veramente pochissime informazioni! Ho trovato solo l’elenco degli animagi registrati e le poche informazioni che ci sono anche sul libro di testo…
Chissà cosa hanno scoperto quei due dalla McGranitt!
Ti lascio
RemusCaro diario,
visto che Remus ieri ha trovato pochissimo, oggi abbiamo tentato con il libro che ci ha consigliato la professoressa…Peccato sia nella sezione proibita! La domanda del secolo è: come otteniamo il permesso per prenderlo?
Urge un piano: riunione dei malandrini!
Sirius & JamesCaro diario,
il mitico libro della McGranitt si trova nella sezione proibita, questa cosa degli animagi sta diventando sempre più assurda… addirittura la sezione proibita…
Devo scappare!
Peter
Caro diario,
tra due settimane è luna piena… so che anche questa volta sarà come al solito: ci vuole molto tempo per diventare animagi, non è una cosa che succede nel giro di una settimana, ma i ragazzi mi hanno ridato la speranza che prima o poi quei giorni al mese che mi sono tanto odiosi, risulteranno un po’ più sopportabili! Devo andare, riunione!
RemusCaro diario,
abbiamo fatto un piano per riuscire ad avere il libro… o meglio l’autorizzazione a prenderlo: per tre giorni Remus e Peter cercheranno di aiutare in tutto e per tutto il prof di difesa contro le arti oscure, noi due nel frattempo lo spieremo in modo che, se al termine dei tre giorni non vorrà aiutarli, lo ricatteremo!
Sirius & JamesCaro diario,
domani dopo scuola andrò con il lupo mannaro da Apple e ci offriremo di fare tutto quello che lui vorrà… per tre giorni!
Non vedo l’ora (ironicamente s’intende!)… ma non avevano altro?
Peter
Caro diario,
quei disgraziati di Sirius e James hanno ideato un piano pazzesco che ha tutti i presupposti per funzionare
Dovrò passare tre giorni con Peter ad assecondare il professor Apple…
stanno facendo tutto questo per me… sono troppo felice! Come ha già detto, qualunque cosa io faccia non sarà mai abbastanza da ripagarli, ma è su questo che si basa l’amicizia, no?
Bye!
RemusCaro diario,
oggi di nuovo riunione… dovevamo guardare il libro sugli animagus che ci aveva consigliato la McGranitt, gia perché il nostro piano ha funzionato, anzi Apple è stato più arrendevole del previsto, non abbiamo nemmeno dovuto minacciarlo con i sordidi piccoli segreti che abbiamo scoperto *ghigno malefico di Sirius e James*. Comunque abbiamo arraffato il libro e siamo scappati in dormitorio, abbiamo cominciato a sfogliarlo ed è veramente interessante, solo che il procedimento è spiegato solo a grandi linee, però è chiaramente indicato che il primo passo da compiere è decidere che animale diventare, così abbiamo fatto la nostra scelta: Sirius sarà un grande cagnolone nero, James un cervo e Peter un topolino…
Sirius ha pensato che un cane gli somigli in quanto a fedeltà e temperamento, James che un cervo è sempre maestro di eleganza, e poi abbiamo pensato che servono pur sempre animali grandicelli per tener testa ad un lupo mannaro! Ciao!
Sirius & JamesCaro diario,
oggi ho fatto il primo passo verso l’inevitabile, ora dovrò diventare animagus, infatti ho scelto che animale diventerò: un topo.
Nel libro c’era scritto che più l’animale è piccolo più facile è la trasformazione, quindi ho pensato che potrei anche farcela… e poi, un animale come il topo è pratico e poco appariscente perché ce ne sono tantissimi e da topo è facile trovare un nascondiglio! Forse con un po’ d’aiuto diventare animagi avrà i suoi pregi.
Ti lascio!
Peter
Caro diario,
ora siamo legati dal desiderio di diventare animagi, scegliendo il loro animale i miei amici hanno stretto un patto che non si scioglierà mai più.
Per celebrare il momento Sirius ha proposto di trovarci i soprannomi ora, in base ai nostri animali…anche io ne ho uno, in un certo senso…
Comunque Sirius sarà Felpato –come il passo di un cane -, James sarà Ramoso – come le corna del suo cervo -, Peter sarà Codaliscia – come il suo viscido topo - e io sarò Lunastorta – colui che odia la luna -.
Ma dopo tutto ciò odierò ancora la luna, quelle notti che ora passerò in compagnia dei miei amici senza alcun ostacolo a sbarrarci la strada?
Non ci credo più!
Ho gli amici migliori del mondo!
RemusEdited by morwen - 29/6/2007, 16:00